Quando le arterie coronarie non portano abbastanza sangue al cuore: la malattia alla base di angina e infarto, in gran parte prevenibile.
La cardiopatia ischemica, o malattia coronarica, comprende le condizioni in cui il muscolo cardiaco riceve meno ossigeno di quanto gli serve, perché le arterie coronarie che lo nutrono sono ristrette o ostruite.
La causa principale è l'aterosclerosi: nella parete delle arterie si accumulano nel tempo grassi, cellule infiammatorie e calcio, formando placche che riducono il calibro del vaso. Una placca può anche rompersi all'improvviso e provocare la formazione di un trombo che chiude l'arteria.
La malattia può restare silenziosa per anni, manifestarsi con l'angina sotto sforzo o esordire direttamente con un infarto. Le malattie del sistema circolatorio sono la prima causa di morte in Italia: nel 2023 hanno causato 206.119 decessi, il 30,9% del totale (ISTAT).
L'aterosclerosi è favorita da fattori che in gran parte si possono modificare con lo stile di vita e le cure.
Danneggia la parete delle arterie e favorisce i trombi. Smettere riduce il rischio già nei primi anni.
Il colesterolo "cattivo" in eccesso si deposita nelle placche: più è alto e più a lungo, maggiore è il rischio.
La pressione alta sollecita le arterie e accelera l'aterosclerosi. Vedi anche la scheda sull'ipertensione arteriosa.
La glicemia elevata danneggia i vasi; nelle persone con diabete l'ischemia può dare sintomi meno evidenti.
Peso in eccesso, soprattutto addominale, e poca attività fisica peggiorano pressione, colesterolo e glicemia.
Il rischio cresce con l'età ed è maggiore se un familiare stretto ha avuto un infarto in età giovanile.
I sintomi compaiono quando il flusso di sangue non basta, tipicamente durante uno sforzo o un'emozione. Per un quadro completo vedi anche segnali e sintomi.
Dolore toracico che dura più di qualche minuto, a riposo o non abituale: chiama subito il 112 / 118. Non metterti alla guida per raggiungere da solo il pronto soccorso.
Si parte dalla visita e dagli esami non invasivi; la coronarografia è riservata ai casi in cui serve vedere direttamente le coronarie. Approfondisci nella pagina Esami.
Registra l'attività elettrica del cuore e può mostrare segni di ischemia o di un infarto pregresso.
ECG durante esercizio su cyclette o tappeto: verifica se l'ischemia compare quando il cuore lavora di più.
L'ecografia del cuore valuta la contrazione; eseguita sotto sforzo o con farmaci evidenzia le zone che soffrono.
La TC mostra placche e restringimenti delle coronarie; scintigrafia e risonanza valutano la perfusione del muscolo.
Esame invasivo con mezzo di contrasto, che visualizza le coronarie e permette, se necessario, di trattarle nella stessa seduta.
Colesterolo, glicemia, emoglobina glicata e funzione renale definiscono il profilo di rischio e guidano le terapie.
L'obiettivo è ridurre i sintomi, rallentare l'aterosclerosi e prevenire l'infarto. La scelta si basa sulle caratteristiche di ogni persona.
Antiaggreganti, statine e altri ipolipemizzanti, farmaci per l'angina e per la pressione, prescritti e seguiti dal medico.
Un palloncino introdotto da un'arteria del polso o dell'inguine dilata il restringimento; uno stent mantiene il vaso aperto.
Intervento cardiochirurgico che crea un "ponte" oltre le ostruzioni, indicato in alcuni casi di malattia estesa.
Programma di esercizio ed educazione, dopo un evento acuto o un intervento, che riduce il rischio di nuovi eventi.
No. La cardiopatia ischemica è la malattia delle coronarie; l'infarto è una delle sue manifestazioni più gravi, quando un'arteria si chiude e una parte del muscolo cardiaco si danneggia.
Nella maggior parte dei casi sì, con la terapia prescritta, controlli regolari e uno stile di vita sano. Lo stent tratta un singolo restringimento, ma non guarisce l'aterosclerosi: la prevenzione resta fondamentale.
Il medico di medicina generale prescrive la visita cardiologica e gli esami con l'impegnativa, da prenotare tramite il CUP con il pagamento del ticket dove previsto. La cardiopatia ischemica può dare diritto all'esenzione per patologia cronica per le prestazioni correlate, su certificazione dello specialista; alcuni farmaci richiedono un piano terapeutico e dopo un evento acuto può essere prescritta la riabilitazione cardiologica.
Scopri di cosa si occupa la Cardiologia Interventistica, la sub-specializzazione dedicata alle procedure sulle coronarie.