L'aritmia più frequente: il battito diventa irregolare e aumenta il rischio di ictus. Riconoscerla e curarla protegge cuore e cervello.
Nella fibrillazione atriale gli atri, le camere superiori del cuore, smettono di contrarsi in modo ordinato e vengono attraversati da impulsi elettrici caotici. Il battito diventa irregolare e spesso accelerato.
Il rischio principale è che nell'atrio sinistro, dove il sangue ristagna, si formino coaguli che possono raggiungere il cervello e causare un ictus. Nel tempo, una frequenza elevata non controllata può anche indebolire il cuore.
Può presentarsi a episodi (forma parossistica), durare più a lungo (persistente) o diventare stabile (permanente). È molto più frequente con l'avanzare dell'età.
Invecchiamento, ipertensione, scompenso, valvulopatie e cardiopatia ischemica modificano la struttura degli atri.
Diabete, obesità, apnee notturne e disturbi della tiroide aumentano il rischio.
Alcol in eccesso, fumo e sedentarietà favoriscono l'aritmia; anche lo sport di resistenza molto intenso e prolungato può predisporre.
Molte persone non avvertono nulla e scoprono l'aritmia per caso. Quando presenti, i sintomi sono:
Palpitazioni con dolore toracico, affanno grave o svenimento, e segni di ictus come bocca storta, braccio debole o difficoltà a parlare, sono urgenze: chiama il 112 / 118.
Per la diagnosi è necessario registrare l'aritmia con un elettrocardiogramma. Approfondisci nella pagina Esami.
Conferma la diagnosi quando l'aritmia è presente al momento dell'esame.
L'ECG dinamico per 24-48 ore o più, e nei casi selezionati i registratori impiantabili, catturano gli episodi intermittenti.
Valuta dimensioni degli atri, valvole e funzione del cuore, per cercare la causa e scegliere la terapia.
Tiroide, funzione renale ed emocromo, utili anche per scegliere e controllare i farmaci anticoagulanti.
La cura ha tre obiettivi: prevenire l'ictus, controllare il ritmo o la frequenza, trattare le cause e i fattori di rischio.
Riducono in modo importante il rischio di ictus. L'indicazione si stabilisce valutando il rischio individuale di ictus e di sanguinamento.
Farmaci per rallentare il cuore o mantenere il ritmo normale; la cardioversione, elettrica o farmacologica, riporta il ritmo sinusale.
Con un catetere si isolano le aree che scatenano l'aritmia. È indicata in pazienti selezionati, spesso con buoni risultati sui sintomi.
Non è di per sé un'aritmia mortale, ma aumenta il rischio di ictus e, se non controllata, può indebolire il cuore. Con una diagnosi tempestiva e le terapie adeguate questi rischi si riducono molto.
La decisione dipende dal rischio di ictus, che di solito persiste anche quando il ritmo torna regolare. Il cardiologo la rivaluta periodicamente insieme al rischio di sanguinamento.
Il medico di medicina generale prescrive visita cardiologica, ECG, Holter ed ecocardiogramma con l'impegnativa, prenotabili tramite il CUP con il ticket dove previsto. Alcuni anticoagulanti richiedono un piano terapeutico redatto dallo specialista; esistono esenzioni per patologia cronica. I portatori di dispositivi impiantabili seguono controlli programmati presso il centro che li ha impiantati.
Scopri come l'elettrofisiologia diagnostica e cura le aritmie, dalla cardioversione all'ablazione.